L’esame neuropsicologico consiste nella valutazione del livello di funzionamento cognitivo di un individuo e nella misurazione di eventuali deficit a carico di processi cognitivi quali memoria, attenzione, percezione, linguaggio, ecc.) conseguenti a malattie neurologiche o post-traumatiche.

La valutazione neuropsicologica ha molteplici finalità:

  • Determinare le abilità cognitive compromesse e il relativo indice di gravità al fine di impostare specifici protocolli di riabilitazione
  • Effettuare diagnosi precoce in assenza di segni neuroradiologici (per esempio individuare una demenza nella sua fase iniziale)
  • Effettuare diagnosi differenziale (per esempio determinare l’origine neurologica o psicopatologica dei sintomi cognitivi del paziente)
  • Monitorare l’efficacia del trattamento (neuroriabilitativo o farmacologico) o il decorso di malattia mediante sessioni di follow-up.

L’esame neuropsicologico si articola in tre fasi successive:

  1. Colloquio con il paziente e i familiari: consiste nella raccolta anamnestica prossima, remota e familiare della storia clinica del paziente, e della descrizione accurata della sintomatologia cognitiva e il relativo impatto sulla quotidianità.
  2. Somministrazione di test neuropsicologici standardizzati: i test, generalmente raccolti in batterie, hanno lo scopo di quantificare la prestazione cognitiva del paziente e valutare l’eventuale presenza/assenza di compromissione sulla base del confronto con i valori normativi.
  3. Restituzione: la valutazione neuropsicologica si conclude con la stesura di una relazione in cui viene tracciato il profilo neuropsicologico del paziente e nella quale sono indicate le eventuali aree cognitive deficitarie.
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